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Casella di testo: SERVIZIO  di  SOCIOLOGIA 

 

 PROGETTO     

“Mi Ri-prendo cura”

 

Project leader : Dr.ssa Marianna Ferrara, Sociologa, Coordinatore Serv. Di Sociologia della LILT

   Dott. Francesco Verderame, Oncologo e Presidente LILTSez prov di Ag

Collaboratori al progetto: Dr.sse  Ivana Dimino e Rita Corazza,  Psicologhe LILT

 

 

Finalità   e Metodologia di lavoro

Il progetto “Mi Ri-prendo cura” , condotto nel 2006 e 2007, ha avuto l’obiettivo di stimolare le giovani donne che hanno concluso il difficile ed estenuante ciclo terapeutico (chemio e radio) a ri-prendersi cura di sè, a ristabilire un rapporto positivo, piacevole ed equilibrato con il proprio corpo.

Per raggiungere l’obiettivo, si è dato spazio al trattamento estetico e alle figure dell’Estetista e della Dietista.

Si è pensato di utilizzare figure totalmente diverse da quelle tradizionalmente dedicati in questi contesti (psicologo, psicoterapeuta, ecc) perché si è voluto  superare la ‘medicalizzazione’ del post malattia, e puntare alla ri-appropriazione del rapporto positivo con il proprio corpo iniziando  dalla cura estetica, per passare per il racconto dell’esperienza, e approdare ad una rielaborazione del vissuto di malattia e dell’intervento chirurgico subito.

Durante tutto il periodo che le donne hanno effettuato i trattamenti estetici, esse hanno avuto a disposizione la possibilità di effettuare Colloqui con gli  Psicologi del servizio e/o la possibilità di scrivere dei Diari durante i trattamenti e/o rispondere in forma anonima a una Griglia di item sulla qualità della vita.

Dall’analisi di questi strumenti emerge  come la visualizzazione della cicatrice con la prima doccia sia stato un momento critico nella storia di malattia.

Il ruolo degli Psicologi è stato anche quello di mantenere  costantemente contatti con gli Estetisti per monitorare l’andamento del progetto e intervenire in caso di criticità segnalate.

 

Il Ruolo degli Estetisti

Gli Estetisti del nostro territorio hanno messo  a disposizione 8-10 trattamenti estetici (massaggio, pulizia del viso, manicure, trucco, ecc.) per singola donna e ad ogni estetista sono state assegnate  1-2  donne. Si è ritenuto importante Formare gli estetisti alla conoscenza, seppure di base, della malattia oncologica all’impatto psicologico determinato dalla malattia oncologica e dall’intervento chirurgico demolitivi  

 

Strategia di lavoro

1.      Il primo passo è l’incontro con il gruppo di donne che sono state selezionate dai medici oncologi che le hanno avuto in cura

2.      Incontro con gli Estetisti per l’organizzazione della attività

3.      Scelta dell’estetista da parte della donna

4.      Contestualmente all’inizio dei trattamenti estetici, alle donne viene offerta anche la       possibilità di usufruire della consulenza della Dietista per correggere eventuali stili       alimentari errati e per consentire un ulteriore miglioramento delle condizioni fisiche    

5.      Ad ogni donna viene offerta la possibilità di avere dei Colloqui con gli Psicologi del Servizio

6.      Al termine del ciclo del trattamenti estetici, gli operatori hanno incontrato  in due momenti differenti sia  le donne che gli estetisti,  per una valutazione dell’esperienza.

 

 

 

CONSIDERAZIONI  FINALI

L’esperienza delle donne trattate è risultata essere molto positiva. Durante l’incontro conclusivo del progetto, molte hanno detto di sentirsi più sicure, di essere riuscite ad tollerare meglio la loro mutilazione (per le donne con mastectomia), di aver riscoperto il proprio corpo, di sentirsi più serene e di riuscire a parlare più facilmente della loro esperienza di malattia. Alcune donne hanno anche espresso soddisfazione per essere riuscite a pensare a sé stesse, a ristabilire una vita sessuale con il proprio partner, interrotta o ridotta a causa della malattia.

L’impatto del progetto sulla popolazione target appare essere molto positivo: le donne che stanno ancora concludendo il ciclo terapeutico sono venute a conoscenza dell’attività e aspettano con ansia di poter usufruire di questo servizio che la LILT offre loro, segno evidente che ha avuto la sua efficacia soprattutto in termini di soddisfazione e ciò ha alimentato un “passa parola”.

Il servizio di sociologia della LILT della sezione provinciale di Agrigento, per il 2008 riproporrà l’iniziativa. Sono state già individuate 6 donne che parteciperanno al progetto da Febbraio ad Aprile 2008. Quest’anno,  non verranno più utilizzati gli strumenti delle griglie e dei diari, ma contestualmente alle cure estetiche si avvierà un percorso di raccolta del ‘racconto’ del trattamento estetico e della ‘ storicizzazione’  dell’esperienza di malattia.

 

 

BIBLIOGRAFIA

Anfossi M. “La femminilità ferita e ritorovata. Gruppi esperienziali per donne operate al seno” da n° 46 di “Informazione Psicologia Psicoterapia Psichiatria”,  Maggio- Agosto 2002, pagg 38-51

Biondi, Costanti, Grassi “La mente e il cancro”, Il pensiero scientifico editore, 1995

Galimberti U. “Il Corpo”, Universale Economica Feltrinelli, 1987

Good B. J. “Narrare la malattia”, Piccola Biblioteca Einaudi, 1999.

Menes S. “Giochi Psicologici per la conduzione di gruppi”, Franco Angeli 2002

Rogers C  “I gruppi di incontro”  Astrolabio, 1976

Zannini L.(a cura di) “Il Corpo –Paziente” , Franco Angeli, 2004

Zannini L.  “Salute, malattia e cura” , Franco Angeli , 2001

 

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